mercoledì, Maggio 27, 2020
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Mastice-Violente Manipolazioni Mentali (Dischi Del Minollo/Audioglobe 2014)

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E’ l’elettronica a determinare le coordinate di Violente Manipolazioni Mentali, brillante esordio discografico dei Mastice, duo ferrarese composto da Igor Tosi(Voce dei Devocka)e Riccardo Silvestrini, che coadiuvati in studio da Samboela (Devocka, Luci Della Centrale Elettrica,Bob Corn) realizzano un concept album  incentrato piu’ sul suono e sulla complessità della struttura che sulle semplici dinamiche di toni alti e bassi bilanciando in maniera convincente una tavolozza di suoni espansiva, con riferimento al piu’ gelido elettro-rock degli anni 80,all”ambient e all’industrial.Metronomiche pulsioni di batteria elettronica,schegge noise e dilatazioni ambient supportano la voce di Igor Tosi, che evocando immagini di decadenza e paranoia urbana,narra storie in cui disagio esistenziale e dura quotidianità  si scontrano con la realtà illusoria propagata da una società sempre piu’ simile strutturalmente a una vera e propria gabbia mentale. Le atmosfere tanto oniriche quanto vagamente terrorizzanti e l’uso di testi intelligenti catturano l’ attenzione dell’ ascoltatore introducendolo in una dimensione di seducente cupezza.Canzoni come:Venditori Di Fumo,Target ,Freddo e Maggio sembrano venire da lontano,ma anche da dentro,forse dalla coscienza vagamente alterata un attimo prima del risveglio.Disco straconsigliato!

Beck-Morning Phase (Capitol 2014)

beck1Mornig Phase, l’album che segna il ritorno sulle scene di Beck, si muove nel solco delle radici  del folk-rock caliiforniano degli anni 60 e 70 ( Byrds, Gram Parsons,Crosby,  Stills e Nash, Neil Young) recuperando le ambientazioni acustiche e introspettive che caratterizzarono uno dei suoi dischi più riusciti: Sea Change (2002) di cui può essere considerato complementare o se vogliamoper ammissione dello stesso autoreil sequel ideale.

Registrato con lo stesso cast di musicisti (Jay  WaronkerSmokey HolrmelJustin Medal Johnsen,Roger Manning) che contribuirono a definire il sound di quell’album, Beck realizza tredici tracce dalla  disarmante semplicità melodica ,che trasportano l’ ascoltatore in una dimensione quasi sospesa.Il tono generale dell’ album condivide con Sea Change un profondo senso di malinconia,ma  meno votato al pessimismo e all’ autocommiserazione e piu’ orientato verso una visione  positiva delle cose,tanto che l’artista californiano sembra addirittura divertirsi nello sfoggiare a tratti  un songwriting raffinato abbinato a linee armoniche dinamiche e avvolgenti.

Morning Phase cresce ascolto dopo ascolto,pur mancando delle geniali provocazioni post-moderne e degli sperimentalismi di dischi quali Odelay o Midnite Vultures, convincendo soprattutto per gli  eleganti arrangiamenti orchestrali di David Campbell, la particolare cura  del suono e l’uso delle voci.

Completano il giudizio positivo le emozioni raccolte in MorningHeart Is A Drum,Wave, Blackbird Chain e nella conclusiva Waking Light .

 

 

Oslo Tapes-Oslo Tapes (Un Cuore In Pasto Ai Pesci Con Teste Di Cane) – DeAmbula Records/Dischi Bervisti/DreaminGorilla/Acid Cobra/Atelier Sonique-2013

o-t Oslo Tapes(Un Cuore In Pasto Ai Pesci Con Teste Di Cane) è il debutto discografico dell’ omonimo nuovo progetto artistico progettato e ideato da Marco Campitelli, già leader dei The Marigold e fondatore di DeAmbula Records,label indipendente tra le piu’ intraprendenti ed interessanti della scena rock  italiana.

Realizzato con l’ ausilio di Amaury Cambuzat(Ulan Bator,Faust)agli strumenti e alla produzione artistica e supportato da un cospicuo numero di muscisti dal multiforme talento tra i quali: Nicola Manzan(Bologna Violenta),Gioele Valenti(Herself),Stefano Venturini(Ka Mate Ka Ora,Werner)e Francesco D’Elia(King Of The Opera,La Duma),Oslo Tapes è  innanzitutto un disco la cui  atmosfera è pienamente suggerita dal titolo e dalle foto di copertina:fredda,sotterranea e spietata.

L’ insieme  introspettivo,intimo e sofferto è un collage di paesaggi distorti dalla produzione impeccabile che risulta slegato dalla tradizionale forma canzone,il suono che emerge  dalle undici tracce in scaletta spinge le tipiche suggestioni post -rock di derivazione nord europea  in direzione sperimentale.

Il sound affilato e veemente a sostegno di tracce vocali tracce vocali criptiche e  evocative introducono  l’ ascoltatore in una dimensione di seducente cupezza, oscillante tra post-rock e avanguardia.

Oslo Tapes è un disco che trabocca di idee e sperimentazione e cattura l’attenzione con un suono rigenerante,contemporaneo ed estremo rivendicando fieramente la propria peculiare identità.

 

 

Ka Mate Ka Ora :Violence(White Birch Records2012)

Carlo Venturini(Basso) Stefano Venturini(Chitarra,Piano,Tastiere e Voce)e Alberto Bini(Batteria):in arte Ka Mate Ka Ora con l’album d’esordio “Thick As The Summer Stars”(A Buzz Supreme 2009), mixato dal grande produttore e musicista americano Kramer(già al lavoro con : Low,Galaxie500,Daniel Johnston,Will Oldham etc) e il successivo  “ Entertainment in Slow Motion” (Deambula Records 2010) co-prodotto da Alberto Mariotti( Samuel Katarro/King Of The Opera)  catalizzarono l’entusiasmo e l’attenzione di critica e pubblico grazie ad una avvincente formula musicale che fondeva e rielaborava secondo influenze post-rock:Slowcore,Shoegaze e schegge di psichedelia.

Di recente dopo le  partecipazioni alle compilations tributo a Codeine,( l’ intensa versione di Cave In nell’album  I Hope It Shines On Me promosso da White Birch Records,) e Pink Floyd (L”album One Of My Turns curato da Mag Music in cui rivisitano If),la band pistoiese è tornata sulle scene con Violence, album interamente autoprodotto e licenziato dalla propria etichetta personale White Birch Records,che appare fin dal primo ascolto strutturalmente piu’ maturo e consapevole dei due lavori precedenti.

I KMKO ora prestano maggiormente l’ attenzione alla costruzione della forma canzone ricorrendo a trame musicali piu’ dirette e curate, sia negli arrangiamenti  che nelle parti vocali,senza rinunciare alle proprie consolidate peculiarità espressive che risultano ancor piu’ focalizzate e nitide.

Ne consegue un album dal forte impatto emotivo,  che  si traduce in dieci composizioni ricche di contrasti che spaziano tra sonorità rock-wave sature di distorsioni e contrappunti feedback(Flowers,Last Words,The Lobster,Dreamer Of Pictures),delicate  tensioni neopsichedeliche cariche di spleen(Jasmine’s Lullaby,We’re Finally On Our Own,Birdy,Daisies Wine)e stratificate dolenti ballads in slow-motion di catartica bellezza(The Funeral March Of The Whales,Mistake Song). Canzoni che crescono ascolto dopo ascolto e svincolandosi, per personalità e stile, da qualsiasi paragone di genere acquisiscono un invidiabile status di classicità atemporale. Consigliatissimo!

Poco dopo la registrazione dell’ album, Lorenzo Cappelli ( Lola’s Dead) e la sua chitarra si sono aggiunti in pianta stabile alla line-up della band.

The Long J-Raggio Katarana(Edwood Records/Edizioni DeDieux2011)

the-long-j2Noise spigoloso e squadrato,Math-Rock di matrice Shellac e dosi massicce di garage-punk:questi in breve gli ingredienti base presenti nella musica dei The Long J al debutto con il formidabile Raggio Katarana uscito da qualche mese per Edwood Records.

La band prende forma dall’ incontro tra Adolfo Macri'(chitarra e voce)e Marco Riccioli(batteria e voce),già membri rispettivamente di  100% e Spriggan, band protagoniste negli anni passati di quella apprezzata scena post-rock e noise catanese che ebbe negli Uzeda la propria punta di diamante.

Registrato in presa diretta da Sacha Tilotta (Three Second Kiss, Theramin)e masterizzato a Chicago da Bob Weston (Shellac), Raggio Katarana è un album ad alto tasso adrenalinico, strutturato in 11 tracce  in cui rabbia e genuina attitudine noise (MuntagnaWarriors, Raggio Katarana, Flash, C’Mon)  si scontrano e si confondono con il rock n’ roll piu’ primitivo e viscerale ed urticanti destrutturazioni punk-blues(Jimi Stevie Ray,Self ,Sveglia).Un disco che suona sincero, intenso e spontaneo  nel nome del vero spirito del Rock N’ Roll.

 

 

OM:Advaitic Songs(Drag City2012)

om

Nonostante l’esplicito riferimento all’Advaita(antica filosofia indiana basata sul principio metafisico della Non-Dualità, per cui Realtà Individuale e Realtà Trascendente sono indivisibili),il quinto capitolo della discografia targata OM è in realtà un viaggio mistico- spirituale pan-globale, con cui Al Cisneros ed Emil Amos elaborano diversi concetti filosofoci , teologici  e  metafici in maniera personale e soggettiva, affrancandosi totalmente da qualsiasi credo religioso. Advaitic Songs è concettualmente diverso dal precedente God Is Good sia per una maggiore cura degli arrangiamenti che per l’uso di  una strumentazione più  varia (  a basso e batteria si aggiungono via via tablas,tastiere,violini,violoncelli e chitarre)che  amplia lo spettro sonoro del duo californiano, ora sempre piu’ distante dall’ortodossia stoner/doom e sempre piu’ orientato verso una forma ultradilatata di psichedelia pesante.

Un’ evocativa voce femminile recitante il Maha Mrityunjaya (Mantra della Grande Liberazione) caratterizza l’ iniziale Addis e ci proietta in una dimensione ipnotica senza spazio e senza tempo. La potenza sludge di State Of Non Return ci riporta  alle atmosfere di Variations On A Theme e Conference Of  The Birds prima di sfumare in una affascinante e inusuale coda orchestrale.Gethsemane è una struggente melodia che sorprende per il suo dinamismo ritmico ed è il brano che forse meglio rappresenta l’ evoluzione stilistica degli OM.Sinai  è drone /ambient oscura che si muove su pulsazioni psycho-dub(mi si conceda il termine), chiude l’ album la psichedelica Haqq Al Yaqqin  quasi interamente suonata da archi e percussioni. Advaitic Songs è un album superbo ,forse il piu’ riuscito della discografia degli OM  ,  nonchè uno dei dischi piu’ belli dell’ anno .

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