Werner : Oil Tries To Be Water(White Birch Records2012)
Fortunatamente in Italia ci sono ancora band che decidono di esprimere se stesse senza badare alle tendenze e alle mode imperanti del mercato discografico,è il caso dei Werner,interessante progetto artistico che fonde mirabilmente il folk-rock con la musica da camera.Oil Tries To Be Water è il loro album di debutto,appena licenziato dalla giovane e intraprendente label pistoiese White Birch Records.
Stefano Venturini(chitarra e voce,già Ka Mate Ka Ora),Elettra Capecchi(piano)e Alessia Castellano(violoncello e voce) sono le menti di questo progetto raffinato e particolare,che si traduce in dieci composizioni minimali arrangiate con sapienza antica ,in cui il songwriting introspettivo si incastra alla perfezione in una struttura musicale semplice e al tempo stesso ricca di contrasti, in cui classico e moderno convivono in una dimensione di eterea bellezza.
Oil Tries To Be Water suona compatto dall’ inizio alla fine,senza cedimenti o riempitivi di sorta.Valzer For Annie,Homesleeping,Blue Sea Of Runa,Why Didn’t You e The Dawning i brani piu’ significativi di un album magnifico che non faticherà ad entrare nei cuori e nelle teste di tutti gli appassionati dell’alternative -folk e del rock acustico in generale, a tutti gli altri invece ne consiglio vivamente l’ ascolto.
Prinzhorn Dance School Clay Class(DFA2012)
Scarna,essenziale ,psicotica.Questi gli aggettivi piu’ appropriati per definire la proposta musicale dei Prinzhorn Dance School ,duo inglese composto da Tobin Prinz e Suzi Horn ,gia’ impostosi qualche anno fa con il brillante album d’ esordio( 0monimo), prodotto da James Murphy(LCD Soundsystem) e vero e proprio manifesto di minimalismo post-punk.
Con il nuovo lavoro Clay Class, i Prinzhorn Dance School si ripropongono in una veste ancora piu’ essenziale mettendo maggiormente in risalto il lato piu’ oscuro della loro filosofia post-punk, confezionando undici tracce martellanti e ipnotiche, a base di chitarra basso e batteria, destrutturate di ogni arrangiamento superfluo,
L’ascolto di Clay Class puo’rivelarsi un’esperienza inizialmente ostica,ma una volta entrati in sintonia con sue strutture geometriche e scarnificate sarà estremamente piacevole lasciarsi travolgere da brani come Happy In Beats,Usurper,Seed Crop Harvest,Crisis Team e Shake The Jar.Gran bel disco!
Zippo Maktub( Subsound Records2011)
Non credo esistano molte band che possano vantare al momento una proposta musicale simile a quella degli Zippo,perlomeno non all’interno della scena Heavy Rock italiana.
La band di Pescara con due interessanti album(Ode To The Maximum e The Road To The Knowledge)e diversi tour di livello internazionale alle spalle è riuscita in pochi anni a guadagnarsi la stima incondizionata della critica musicale e degli appassionati di rock piu’ esigenti.
Maktub,il nuovo album licenziato dalla Subsound Records,segna un’evidente crescita sia tecnica che composiva della band,che distaccandosi dalle radici prettamente stoner dei due precedenti lavori approda ad un sound piu’strutturato e stratificato
che rielabora in modo personale ed originale New Heavy,Psichedelia e Post Metal in chiave progressiva.
Avvalendosi della collaborazione di Victor Love e James Plotkin(SunnO)),Khanate,Isis,Pelican),rispettivamente alla produzione ed al mixaggio,gli Zippo realizzano un disco tanto affascinante quanto intricato,sette tracce cariche di pathos e spiritualità ben interpretate dalla voce duttile e ieratica del frontman Dave.Personal Legend,Man Of Theory(ft Ben Ward degli Orange Goblin),Simum(ft Luca T Mai al sax baritono)e l’intensa ed ipnotica Treasure i brani catalizzatori di un album audace elaborato e suggestivo che ogni rocker di razza dovrebbe avere!
Walking The Cow Monster Are Easy To Draw (White Birch Records2012)
A volte la recensione di un disco puo’ rivelarsi un’esperienza estremamente piacevole,è il caso di Monsters Are Easy To Draw, album di debutto dei fiorentini Walking The Cow sulla neonata etichetta pistoiese White Birch Records.
La band prende vita nel 2005 dall’incontro tra Paolo Moretti e Martino Lega(Pentolino’s Orchestra)con Bardus e NicoVolvox(Mirabilia),musicisti di provata esperienza e spiccata sensibilità musicale, con un curriculum di tutto rispetto aavendo collaborato e suonato dal vivo sullo stesso palco di artisti e band di chiara fama internazionale:Joe Lally,Nick Castro,Motorpsycho, Pete Bassman(Spacemen3),solo per citarne alcuni.La band arriva alla pubblicazione di Monster Are Easy T o Draw dopo aver realizzato due interessanti EP, la colonna sonora del documentario Lost in Election ed aver rafforzato la line-up con la cantante italo-californiana Michelle Davis.I WTC amalgamando acid-folk,folktronika e noise costruiscono 11 canzoni dagli arrangiamenti bizzarri e ricercati in cui ogni piccolo dettaglio sembra essere studiato con cura certosina ,riuscendo a risultare quasi sempre imprevedibili, melodici e molto originali. Di grande impatto sull’ apparato uditivo è la voce di Michelle Davis che in Rorsharch Hands,Summer Dress, Ducks and Drakes , Movin’ ‘Things e River.P mostra tutta la sua versatilità.Vertici espressivi dell’ album sono la lisergica title-track e la caliginosa e claustrofobica Sweetheart interpretate da Paolo Moretti.Monster Are Easy To Draw si rivela un disco prezioso,per palati fini e non.Vivamente consigliato!

Vladislav Delay Vantaa(Raster-Noton2011)
In quindici anni di carriera Sasu Ripatti è stato protagonista indiscusso della musica elettronica ridisegnando i confini di house(con il moniker Luomo),techno(con i moniker Uusitalo e Sistol)ed ambient(Vladislav Delay),spingensosi fino al jazz -noise(Vladislav Delay Quartet,Moritz Von Oswald Trio).Vantaa è il decimo album a nome Vladislav Delay ed inaugura la sua collaborazione con la prestigiosa label tedesca Raster-Noton. Ripatti per confezionare Vantaa volge lo sguardo indietro ispirandosi alle sonorità liquide ed alla techno-dub asfittica dei suoi primi lavori su Chain Reaction(Mutila in particolare),con la differenza che il suono assume connatozioni piu’ fisiche ed organiche rispetto alle sue precedenti produzioni.
Delay si conferma ancora una volta inarrivabile designer del suono tessendo tessuti sonori a trame compatte riuscendo ad essere originale ed all’avanguardia.
Tra le otto tracce dell’album che si susse
guono in unico movimento convincono la techno-dub industriale di Lauma,l’ambient-house di Levite ed il techno-dub di Kaivue.Gran bel disco!
En Roco Nè Uomini Nè Ragazzi(Fosbury/Audioglobe2011)
A quasi tre anni di distanza dall’eccellente Spigoli ,album che avrebbe meritato maggior attenzione da parte dei media,gli En Roco tornano a proporci il loro pop elegante e sofisticato con un album assolutamente convincente. Ne’Uomini Ne’Ragazzi è un lavoro in cui le atmosfere acustiche di chitarre finemente arpeggiate incrociano la new wave tipicamente britannica dei primi anni’80 (Cure,Smiths) conservando un senso della melodia tipicamente italiano.Una menzione particolare meritano i testi di Enrico Bosio, composti da periodi lunghi ed articolati che narrano con lucidità analitica storie intime e private in maniera sobria ed essenziale.Un Significato,Carta ,I giorni della lepre,Un inverno per noi,Bonjour tristesse e Nell’ acqua, gli episodi migliori di un album che merita di essere ascoltato piu’ volte.Gli En Roco giunti al quarto album confermano
identità e personalità uniche,ponendosi fieramente fuori dagli schemi e dal mainstream imperante.Pop d’Autore!!
A Classic Education Call It Blazing(Lefse/La Tempesta2011)
Dopo due eccellenti EP, i numerosi consensi ricevuti negli States ed i concerti tenuti al South By Southwest Festival di Austin ed al Primavera Sound di Barcellona,i bolognesi A Classic Education guidati da Jonathan Clancy debuttano con Call It Blazing: u
n album squisitamente pop nella forma ed esplicitamente rock nella sostanza direttamente ispirato ad un libro di fotografie in bianco e nero di Danny Lyon.
Registrato in analogico ai Rear House Studios di New York con l’ausilio di Jarvis Taverniere(Dum Dum Girls,Woods,Real Estate),Call It Blazing è un disco dall’ impatto immediato ,strutturato su dodici tracce coinvolgenti che mescolano sapientemente new wave,sixties sound e schegge di psichedelia.
Gli echi wave di Baby,It’s fine,le sottili trame psichedeliche di Spin Me Around,il delicato dream-pop di Gone To Sea e la stupefacente Forever Boy gli episodi piu’ rilevanti di un disco memorabile che suona compatto ed omogeneo in ogni sua nota, elevando gli A Classic Education alla meritata ribalta internazionale.
Byetone Symeta(Raster-Noton2011)
A tre anni di distanza dal brillante Death Of A Typographer,Olaf Bender(Byetone) torna sulla scena con Symeta,un lavoro che si distacca nettamente dall’ortodossia techno- minimalista di casa Raster-Noton, virando apertamente verso piani sonori strutturalmente vicini all’ immaginario rock.
Symeta è un album concettualmente semplice ,con suoni veloci , secchi e nitidi in cui l’ uso ossessivo del glitch viene sostituito da potenti dosi di electro post-punk.Varie le influenze riscontrabili tra le sette tracce dell’album ,Topas , Helix e Black Peace rimandano alle composizioni minimaliste ed ai flussi di frequenze distorte dei Pan-Sonic, Telegramm all’algido electro-pop di scuola Kraftwerk,Golden Elegy infine è puro drone-ambient. Symeta è un disco dall’energia dinamica ,ed Olaf Bender
si conferma come inarrivabile maestro nella creazione di modelli sonori.
Zola Jesus Conatus(Sacred Bones2011)
Con il nuovo album Conatus,Zola Jesus abbandona definitivamente le atmosfere gotiche e claustrofobiche degli esordi,per approdare a sonorità piu’ lineari e bilanciate,strizzando apertamente l’occhio al Pop. Alla base delle canzoni di Conatus c’è la volontà di Zola Jesus di creare un tipo di musica differente e nuova, piu’ sofisticata ed al tempo stesso piu’ fruibile,con lo scopo di arrivare a platee piu’ vaste e variegate.Uno sforzo artistico rilevante ed ambizioso quindi,che si concretizza in 11 tracce in cui il Mood tipicamente Dark Wave si mescola compiutamente con ritmi industriali(Vessel),electro(Ixode,In Your Nature,Shivers)e techno(Hikikomori,Seekir). A conti fatti, Conatus si rivela un buon album che si pone a metà strada tra electro-pop ed avanguardia e pur non impressionando dal punto di vista della ricerca musicale,certifica l’evidente crescita artistica di Zola Jesus in attesa della sua definitiva consacrazione.
Atlas Sound Parallax (4AD 2011)
ATLAS SOUND è il moniker dietro cui si cela BRADFORD COX,artista di talento dalla personalità multiforme,già noto come leader dei DEERHUNTER,band tra le piu’influenti della nuova scena indie-rock americana.Registrato a New york con la collaborazione di NICOLAS VERNHER(eccetto FLAGSTAFF e TERRA INCOGNITA registrate dal solo COX)PARALLAX è un album profondamente introspettivo e maniacalmente curato nel suono,che viene via via trattato fino ad assumere una forma quasi liquida,in cui si fondono magicamente AMBIENT,FOLK,PSICHEDELIA e WAVE.Cosi’ tra atmosfere dilatate e rarefatte e melodie sospese BRADFORD COX confeziona un album stilisticamente ineccepibile costantemente finalizzato alla costruzione della canzone perfetta,che in AMPLIFIERS,TE AMO, MODERN AQUATIC NIGHTSONGS,MONA LISA(ft ANDREW VAN WINGARDEN dei MGMT)e MY ANGEL IS BROKEN raggiunge vertici espressivi ed estetici di assoluta bellezza.Disco eccellente e consigliato!